ISTITUTO DI RICOVERO E CURA A CARATTERE SCIENTIFICO
"S. de Bellis"

La Dispepsia Funzionale

DEFINIZIONE

Negli ultimi decenni sono state proposte numerose definizioni di dispepsia. Alcune hanno ristretto il concetto di dispepsia funzionale ai casi con sintomi suggestivi di ulcera peptica in assenza di lesioni focali. Altre invece hanno assimilato la definizione di dispepsia con quella di IBS. Solo di recente si è tentato di differenziare la dispepsia funzionale dall’IBS.

Al momento attuale, appare ragionevole adottare definizioni che possano assecondare ulteriori acquisizioni sulle sindromi funzionali, in attesa di una più precisa classificazione nosografica. Si ritiene che alcuni sintomi, quali pirosi, rigurgito e dolore diffuso nei quadranti addominali inferiori non debbano essere inclusi nell’ambito della dispepsia, in quanto indicativi di reflusso gastroesofageo e di IBS, che costituiscono entità nosograficamente distinte. Esiste una vasta gamma di definizioni e termini utilizzati per descrivere la dispepsia funzionale (Vedi Tabella 1).

Tabella 1. Definizioni di dispepsia:

AUTORE DEFINIZIONE
Rhind e Watson (1968)

 

Fastidio postprandiale in sede epigastrica, senso di ripienezza tale da indurre ad allentare i vestiti, eruttazione con beneficio temporaneo, rigurgito acido in bocca e bruciore retrosternale (flatulent dyspepsia)

Crean et al. (1982)

Qualunque forma di fastidio addominale episodico o persistente o altro sintomo riferibile al tratto gastrointestinale , tranne emorragia e ittero

Thompson (1984)

Disturbo epigastrico cronico, ricorrente, spesso correlato con i pasti, inizialmente messo in relazione ad ulcera peptica

Legarde e Spiro (1984)

Dolore o disturbo addominale intermittente a livello dei quadranti superiori dell’addome

Talley e Piper (1985)

Dolore, disturbo o nausea riferibile al tratto intestinale superiore intermittente o continuo; presente da un mese o più; non aggravato dallo sforzo e alleviato dal riposo; non associato a ittero, emorragia o disfagia

Nyren et al. (1987)

Dolore o disturbo epigastrico come sintomo chiave, in assenza di IBS o patologia organica (sindrome da distress epigastrico)

Talley e Phillips (1988)

Dolore addominale alto, cronico o ricorrente (da più di 3 mesi) o nausea associata o meno al pasto

Colin-Jones et al. (1988)

Dolore a livello addominale o dolore retrosternale, fastidio, pirosi, nausea, vomito, riferibile al tratto intestinale superiore

Barbara et al. (1989)

Sintomi addominali persistenti o episodici, spesso correlati al pasto, dovuti ad un disordine del tratto gastroenterico alto

Heading   (1991) Sintomi addominali persistenti o episodici che includono dolore o fastidio addominale; il termine dispepsia non può essere applicato a pazienti i cui sintomi siano dovuti ad una patologia con sede diversa dal tratto gastroenterico superiore
Working Team (1991) Dolore addominale ricorrente o persistente, senso di fastidio a livello dell’intestino superiore

Nonostante le differenze rilevabili dalla lettura della tabella 1, sono presenti dei caratteri comuni che possono essere riassunti come segue:

  1. i sintomi della dispepsia funzionale possono essere cronici o ricorrenti, e pertanto differiscono da quelli a decorso acuto presenti in patologie quali l’ulcera peptica perforata, la colecistite e la pancreatite acuta;

  2. l’alterazione funzionale riguarda solo il tratto gastroenterico superiore;

  3. gli esami di laboratorio e strumentali hanno escluso la presenza di patologie organiche.

Pertanto il Working Team sui disordini funzionali gastrointestinali che ha riunito i più grossi esperti del settore ha raccomandato la seguente definizione di dispepsia funzionale (1) :

  1. dolore addominale o fastidio cronico o ricorrente localizzato a livello addominale superiore; una durata di 3 mesi o più con sintomi presenti nel 25% del tempo (esempio circa 20 giorni);

  2. nessuna evidenza biochimica, endoscopica o ultrasonografica di patologia organica (ulcera peptica o neoplasia esofagea, gastrica o duodenale, patologia a carico delle vie biliari o del pancreas) che possa spiegare la sintomatologia, nessun dato anamnestico relativo a interventi chirurgici gastrointestinali. Pazienti con una storia di ulcera peptica all’anammesi patologica remota non possono essere considerati dispeptici funzionali fino a quando la relazione tra queste due entità non sara’ chiarita.

Data l’importanza dei sintomi nella diagnosi di dispepsia si è introdotto uno standard per quanto riguarda la definizione dei differenti sintomi, come riportato dalla tabella 2. Dal punto di vista sintomatologico è possibile evidenziare sottogruppi di pazienti con dispepsia funzionale in base al pattern sintomatologico che essi lamentano. In tal modo è possibile distinguere pazienti con sintomi suggestivi di ulcera peptica cronica (ulcer-like functional dyspepsia), pazienti con sintomi suggestivi di stasi gastrica (dismotility-like functional dyspepsia) e infine pazienti con sintomi o un insieme di sintomi che non rientrano nei due gruppi precedentemente descritti (unspecified or nonspecific functional dyspepsia). Quelli che presentano bruciore retrosternale o rigurgito acido associato a dispepsia sono stati inizialmente classificati come pazienti affetti da reflux-like functional dyspepsia. A causa della sovrapposizione tra questa patologia e la malattia da reflusso, tale sottogruppo non è più considerato.

Tabella 2. Sintomi associati a dispepsia:

SINTOMI e DEFINIZIONI

Sintomo: Dolore a livello dell’addome superiore Individuato all’anamnesi:
Definizione: Deve essere distinto dal malessere.

Sintomo: Fastidio a livello dell’addome sup.
Definizione: Una sensazione negativa e soggettiva di fastidio, disturbo, vago malessere che non raggiunge il livello di dolore per il paziente. Se ben investigata include i sintomi descritti di seguito

Sintomo: Sazietà precoce
Definizione: La sensazione che lo stomaco sia sovradisteso subito dopo l’inizio del pasto, senza rapporto con la quantità di cibo ingerito, così da non poter terminare il pasto

Sintomo: Ripienezza postprandiale
Definizione: Una sensazione spiacevole di persistenza del cibo nello stomaco

Sintomo: Nausea
Definizione: La sensazione di aver bisogno di vomitare

Sintomo: Conati di vomito
Definizione: L'atto del vomito senza contenuto gastrico

Sintomo: Vomito
Definizione: Espulsione forzata del contenuto gastrico dalla bocca

Sintomo: Distensione addominale
Definizione: Sensazione di distensione addominale localizzata ai quadranti superiori dell'addome.

Per quanto riguarda la ulcer-like functional dyspepsia la sintomatologia è caratterizzata da tre o più dei sintomi descritti di seguito. Il dolore addominale è il sintomo predominante:

  1. dolore ben localizzato all’epigastrio: (localizzato in un’area ristretta e individuabile puntando uno o due dita);

  2. dolore alleviato dal pasto (> del 25% del tempo);

  3. dolore alleviato da antiacidi e/o da farmaci antiH2;

  4. dolore che si manifesta prima dei pasti o quando affamati;

  5. dolore notturno che può risvegliare il paziente dal sonno;

  6. dolore periodico con periodi di remissione e di attivazione (periodi di almeno 2 settimane inframmezzati da periodi di settimane o mesi in cui è presente dolore.

Per quanto riguarda la dismotility-like functional dyspepsia il sintomo predominante non è il dolore. E’ presente, invece fastidio o malessere cronico associato a tre o più dei seguenti sintomi e segni:

  1. sazietà precoce;

  2. ripienezza postprandiale;

  3. nausea;

  4. conati di vomito o vomito franco a carattere ricorrente;

  5. meteorismo a livello dell’addome superiore non accompagnato da distensione visibile; il malessere è spesso aggravato dal pasto.

La unspecified or nonspecific functional dyspepsia presenta un pattern sintomatologico che non soddisfa i criteri per la ulcer- o dismotility-like dyspepsia.

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Pagina Aggiornata il 02-11-2000