ISTITUTO DI RICOVERO E CURA A CARATTERE SCIENTIFICO
"S. de Bellis"

La Dispepsia Funzionale

PREVALENZA DELLA DISPEPSIA FUNZIONALE

I risultati degli studi epidemiologici sulla dispepsia sono necessariamente influenzati dalle definizioni utilizzate per identificare la patologia e dalla scelta della popolazione che si vuole studiare (Tabella 8).

Tabella 8. Prevalenza longitudinale della dispepsia in alcuni studi

Paese N. soggetti Soggetti dispeptici Soggetti dispeptici con ulcera
Inghilterra 354 30 4
Inghilterra 5951 31 6
Scozia 1494 20-23 12
Danimarca 1052 25 dato non disponibile
Svezia 3304 19 dato non disponibile
Inghilterra 2066 41 8
Regno Unito 7428 41 8
Norvegia 2027 24 10

I dati non sono confrontabili in quanto si riferiscono a periodi di osservazione estremamente variabili (da 3 mesi a 5 anni)

Considerando le potenziali differenze in entrambi le variabili, l'accordo sui risultati della letteratura è rimarchevole. Dal confronto dei lavori effettuati in Europa, Knill-Jones (43) ha riportato una prevalenza longitudinale media di dispepsia del 32% con una variabilità dal 19% al 41%. Valori intorno al 26% e al 29% sono stati recentemente rilevati in una popolazione adulta di età inferiore ai 65 anni (44, 45). In generale, sembra che i dati recenti siano molto simili al 13% di prevalenza di "dispepsia maggiore" e al 17% di "dispepsia minore" riportata da Doll et al. più di 40 anni fa (46).

I dati epidemiologici sulla dispepsia funzionale sono decisamente più difficili da valutare, considerando i differenti criteri di esclusione delle patologie organiche utilizzati dai vari autori. Per ovvie ragioni, è molto più difficile investigare un campione di popolazione rispetto a un gruppo di pazienti che si sono rivolti dal medico per la cura dei propri sintomi. Le percentuali di prevalenza della dispepsia funzionale variano dal 19% al 76%, a causa delle differenze metodologiche tra i ricercatori (43). Non devono, comunque, essere escluse le differenze geografiche nella prevalenza di dispepsia funzionale. Per esempio, uno studio suggerisce che in Giappone (47) la dispepsia indotta da ulcera peptica è molto più comune della dispepsia funzionale, anche se un altro studio ha rilevato una prevalenza simile a quella osservata in Occidente (48).

Un aspetto importante dei dati epidemiologici sulla dispepsia è la scarsa proporzione di individui sintomatici che si rivolgono al medico. In alcuni studi effettuati da Jones et al. (49, 50, 51), solo il 35% dei soggetti con dispepsia avevano consultato il medico. La frequenza del consulto medico era positivamente associata all'età, ad un livello socio-economico basso, e all'ansia che i sintomi fossero espressione di una patologia seria, in particolare cancro o cardiopatia. Questi dati dimostrano, con forte evidenza, che per un soggetto con dispepsia le motivazioni che spingono a recarsi dal medico sono complesse. La severità dei sintomi è senza dubbio la motivazione principale (45), ma non bisogna escludere l'ansia associata ai sintomi e il significato che il paziente può dare ai sintomi stessi. E' evidente che queste informazioni hanno importanti implicazioni per gli studi della dispepsia, specialmente per quelli sulla eziopatogenesi. Soltanto il 25% dei soggetti dispeptici ha mai consultato un medico (meno ancora un gastroenterologo) e, pertanto, quelli che si recano in un ospedale specializzato in gastroenterologia, e sono coinvolti in ricerche cliniche, possono non essere rappresentativi della popolazione che soffre di dispepsia. I risultati di tali studi devono essere sempre valutati con cautela.

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Pagina Aggiornata il 02-11-2000